Un edificio storico all'interno del parco di Villa Doria Pamphilj a Roma
Un edificio storico nel parco di Villa Doria Pamphilj — foto: Notafly · Public domain · Wikimedia Commons

Chi soggiorna nel quartiere Gianicolense si accorge presto di avere a disposizione qualcosa che ai turisti sfugge quasi sempre: il parco pubblico più grande di Roma, a poco più di un chilometro dall'appartamento. Villa Doria Pamphilj non è un giardino, è un territorio: centottanta ettari circa di prati, pinete, viali alberati e radure, con ingressi da più lati.

Da villa nobiliare a parco di tutti

Il parco nasce nel Seicento come tenuta della famiglia Pamphilj, che vi costruisce una residenza di rappresentanza circondata da giardini all'italiana, fontane e boschi. L'edificio principale, il Casino del Bel Respiro, è ancora lì e si vede dai viali: oggi ha funzioni istituzionali e non si visita liberamente, ma resta il punto di riferimento visivo di tutta la parte alta del parco.

Nel corso del Novecento la tenuta è passata al Comune ed è diventata parco pubblico. Il risultato è un luogo con due anime che convivono: da una parte l'impianto formale, con i giardini geometrici e le architetture; dall'altra la parte selvatica, dove i sentieri si perdono tra i pini e in certi tratti si dimentica completamente di essere in città.

Cosa fare, concretamente

Il parco è attraversato da viali asfaltati e da sterrati: ci si cammina, si corre, si va in bicicletta. C'è un laghetto, ci sono ampi prati dove si stendono i teli e si fa merenda, ci sono aree gioco. Nei fine settimana si riempie di famiglie del quartiere, ma per le dimensioni che ha non dà mai la sensazione di essere affollato: basta allontanarsi dagli ingressi.

Per chi viaggia con bambini è la risorsa più utile del soggiorno. Una mattina qui, con lo spazio per correre e l'ombra dei pini, rimette in pari le energie dopo una giornata passata a camminare nel centro storico. E si torna a casa in pochi minuti.

Il parco è ad accesso libero, con orari di apertura dei cancelli che seguono le stagioni. In estate conviene andarci presto al mattino o nel tardo pomeriggio: nelle ore centrali i prati aperti prendono il sole in pieno.

Come si usa un parco di centottanta ettari

Con una superficie del genere, il primo problema è l'orientamento: chi entra da un cancello e cammina senza mappa finisce per uscire da un altro lato, a chilometri di distanza dal punto di partenza. Conviene scegliere prima cosa si vuole fare. Per una passeggiata breve con i bambini, la parte vicina agli ingressi bassi ha prati e aree gioco a poca distanza. Per una camminata lunga, i viali che attraversano la villa in senso longitudinale portano fino alla parte alta, verso il Gianicolo.

Chi corre trova percorsi sterrati all'ombra dei pini, che d'estate fanno una differenza enorme rispetto all'asfalto della città. Chi va in bicicletta ha viali larghi e poche salite impegnative. E chi vuole solo un posto tranquillo dove passare un'ora con un libro lo trova a pochi metri dai cancelli: basta allontanarsi dai viali principali e il rumore del traffico scompare del tutto.

Gli ingressi e come arrivarci

Gli accessi sono diversi e distribuiti su tutto il perimetro: dal lato di via di San Pancrazio, in alto verso il Gianicolo; dal lato di via Vitellia; e dagli ingressi che guardano la Circonvallazione Gianicolense. Dal quartiere si arriva a piedi, in una ventina di minuti di cammino, oppure con pochi minuti di autobus.

Vale la pena sapere che il parco confina con la zona alta del Gianicolo: chi ha gambe allenate può combinare le due cose in un unico giro, attraversando la villa e uscendo verso la passeggiata panoramica con la vista su Roma. È uno degli itinerari più belli della città, e praticamente nessuna guida lo racconta.

Il parco più grande di Roma come giardino di casa

Casa Caterina Holiday House è nel quartiere Gianicolense, a pochi minuti da Villa Doria Pamphilj: 79 mq per quattro ospiti, culla gratuita su richiesta.