Un vicolo in salita del rione Trastevere a Roma
Un vicolo del rione Trastevere — foto: Tino Warinowski (Chino at en.wikipedia) · Public domain · Wikimedia Commons

Il nome dice tutto: "de' noantri", cioè "di noi altri", i trasteverini. È la festa del rione, quella che da secoli segna l'estate di Trastevere, e non è nata per i visitatori. Si tiene ogni anno a partire dalla metà di luglio e dura circa una settimana, a due chilometri da Casa Caterina, con il tram che ci arriva diretto.

La Madonna Fiumarola

Al centro della festa c'è una statua della Madonna del Carmine che la tradizione vuole ritrovata nel Tevere da alcuni pescatori, secoli fa: da qui il nome di Madonna Fiumarola, cioè del fiume. La statua viene portata in processione per le vie del rione, tra due ali di persone, e trasferita da una chiesa all'altra per la durata dei festeggiamenti, per poi tornare al suo posto alla fine.

Chi capita a Roma in quei giorni e passa da Trastevere se ne accorge subito, anche senza sapere cosa sta succedendo: le strade sono attraversate dalle luminarie, le bancarelle occupano i lungotevere, e la sera il rione è più pieno del solito. La processione, nella giornata principale, ferma il traffico e coinvolge tutto il quartiere.

Cosa aspettarsi, in pratica

È una festa di strada: bancarelle di dolci, torroni e giocattoli, stand gastronomici, musica, e un calendario di appuntamenti religiosi e civili che cambia ogni anno. Non c'è biglietto e non serve prenotare niente: si arriva e si cammina.

Il momento migliore è la sera, quando le luminarie sono accese e la temperatura scende. Chi viaggia con bambini troverà un contesto molto adatto nelle prime ore, meno nella notte, quando la folla si infittisce. E chi cerca tranquillità sappia che in quei giorni Trastevere non è il posto giusto: è esattamente l'opposto.

Le date esatte, il programma e il percorso della processione vengono pubblicati ogni anno a poche settimane di distanza. Prima di organizzarvi, controllate gli annunci del Comune di Roma e delle parrocchie del rione: sono le fonti che aggiornano per prime.

Un rione che si racconta da sé

Per capire perché una festa di quartiere sia sopravvissuta per secoli in una città che cambia continuamente, bisogna guardare com'è fatto Trastevere. È un rione che per molto tempo è stato separato dal resto di Roma — dall'altra parte del fiume, con pochi ponti, abitato da artigiani, pescatori e gente che lavorava sull'acqua. Quella separazione ha prodotto un'identità forte, e il nome della festa — "de' noantri", di noi altri — la dichiara senza giri di parole.

Oggi il rione è tutt'altro che isolato e una parte dei suoi abitanti storici si è spostata nei quartieri vicini, compreso il Gianicolense. La festa resta il momento in cui quella comunità si ritrova nello stesso posto, e chi ci passa da ospite lo percepisce: non è uno spettacolo organizzato per i visitatori, è una cosa che sta accadendo e a cui si può assistere. È anche il motivo per cui conviene comportarsi come si farebbe in una casa altrui: senza fretta, lasciando passare la processione.

Perché vale la pena

Roma è piena di cose da vedere che esistono da duemila anni e che ci saranno anche il prossimo mese. La Festa de' Noantri no: c'è quella settimana e poi finisce, e soprattutto è una delle poche occasioni in cui il centro storico non è un palcoscenico per i visitatori ma una piazza di quartiere. Se il vostro soggiorno cade in quel periodo, mettetela in programma.

Se invece capitate a Roma in un altro momento dell'anno, il rione resta comunque una delle mete più belle e vicine all'appartamento: basiliche, vicoli, piazze e il passaggio a piedi verso il centro storico attraverso Ponte Sisto.

Trastevere con il tram a pochi minuti a piedi

Casa Caterina Holiday House è nel quartiere Gianicolense: il tram linea 8 porta diretti nel cuore di Trastevere, anche la sera.