Roma si racconta spesso per colli, ma il vero asse della città è orizzontale: è il Tevere. Dal quartiere Gianicolense il fiume è a pochi minuti, e seguirlo a piedi in direzione nord è uno degli itinerari più belli e meno battuti che si possono fare in città: nessun biglietto, nessun orario, e una successione di ponti che coprono duemila anni di storia.
Il ponte più antico ancora in uso
Il punto da cui partire è l'Isola Tiberina, l'isolotto in mezzo al fiume collegato alle due sponde da due ponti. Quello che la unisce alla sponda del centro storico è Ponte Fabricio, costruito in epoca repubblicana ed è considerato il ponte più antico di Roma ancora percorso a piedi: si cammina su una struttura romana originaria, non su una ricostruzione.
Sull'altro lato, verso Trastevere, c'è Ponte Cestio, anch'esso di origine antica, più volte rifatto. L'isola in mezzo, con l'ospedale e la piccola basilica, è uno dei posti più tranquilli del centro: ci si siede sulle banchine e si guarda l'acqua passare.
Ponte Sisto e Ponte Sant'Angelo
Risalendo verso nord si incontra Ponte Sisto, pedonale, costruito nel Quattrocento per volontà di papa Sisto IV. È il passaggio che collega Trastevere al centro storico e quello che consigliamo: dalla piazza dove arriva il tram si attraversa e in dieci minuti si è a Campo de' Fiori.
Più avanti c'è Ponte Sant'Angelo, quello davanti a Castel Sant'Angelo: è il ponte romano che l'imperatore Adriano fece costruire per raggiungere il proprio mausoleo, e lungo i parapetti porta dieci statue di angeli di epoca barocca. Al tramonto, con il castello di fronte e la cupola di San Pietro sullo sfondo, è uno dei punti più fotografati della città.
I muraglioni, e perché ci sono
Camminando lungo il fiume si nota che le sponde sono chiuse da altissimi muri di pietra. Non sono antichi: sono i muraglioni costruiti a partire dalla fine dell'Ottocento, dopo una piena disastrosa che allagò gran parte della città. Prima di allora Roma arrivava fino all'acqua, con case, mulini e porticcioli sulle rive.
È il cambiamento urbanistico che ha fatto più danni e reso più servizi: ha salvato la città dalle inondazioni, ma le ha tolto il rapporto diretto con il fiume. Le banchine sotto i muraglioni, oggi, sono l'unico posto in cui quel rapporto si recupera — e sono anche il luogo delle rassegne estive.
Il fiume visto dall'acqua
Il modo meno ovvio di guardare questo itinerario è dal basso, cioè dalle banchine sotto i muraglioni. Da lì i ponti si vedono in tutta la loro altezza, le arcate diventano architettura e non semplice passaggio, e la città sopra scompare: si sentono i gabbiani e l'acqua, non il traffico. È uno dei pochi posti del centro di Roma in cui si può camminare per mezz'ora senza incrociare un motorino.
Nei mesi caldi le banchine ospitano le rassegne estive, con stand e spettacoli, e cambiano completamente carattere: diventano una passeggiata serale affollata. Fuori stagione tornano vuote. In entrambi i casi l'accesso avviene da rampe e scalinate distribuite lungo i lungotevere, e in caso di piena vengono chiuse: se il fiume è alto, il percorso si fa in superficie.
L'itinerario, in pratica
Il percorso che consigliamo è questo: tram fino a Trastevere, discesa al fiume nella zona di Ponte Sisto, attraversamento verso l'Isola Tiberina, e poi risalita lungo il fiume fino a Castel Sant'Angelo. Sono circa due chilometri di cammino, tutti in piano, con cinque ponti e una ventina di punti in cui viene voglia di fermarsi.
L'ora giusta è il tardo pomeriggio, così si arriva a Ponte Sant'Angelo con la luce bassa. Il rientro si fa a piedi fino a Trastevere e poi col tram, oppure in taxi se le gambe hanno finito.
Il Tevere a pochi minuti da casa
Casa Caterina Holiday House è nel quartiere Gianicolense, tra il Gianicolo e il fiume: 79 mq, due camere, due bagni.